mercoledì 25 febbraio 2015

RECENSIONE: Hunger Games - Il canto della rivolta

Buon pomeriggio amici lettori!!
Come state? In queste ultime settimane si è aggiunta un po' di gente nuova nel mio modesto ma adorato angolino libroso, perciò, BENVENUTI A TUTTI I NUOVI ISCRITTI!! ♥

Ragazzi, ho finito la trilogia di Hunger Games.
Mi dispiace tantissimo, avrei voluto non finirla mai perché l'ho adorata veramente tanto ma, ahimè, tutte le cose belle prima o poi finiscono... :'(
Ti prego Suzanne Collins, scrivi ancora sugli Hunger Games!!! Quello che vuoi, un racconto breve, altri 15 libri, nessun limite, te li leggo tuttiiiii!!

Ok, passatemi lo sfogo...Riprendo il controllo.
QUI trovate la recensione del primo libro, mentre QUI trovate quella del secondo.

TITOLO: Hunger Games - Il canto della rivolta
AUTORE: Suzanne Collins
EDITORE: Oscar Mondadori
PREZZO CARTACEO: € 13,00
PAGINE: 432

DALLA QUARTA DI COPERTINA
Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all'Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno... Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l'Arena sembrerà una passeggiata.

SE NOI BRUCIAMO, VOI BRUCIATE CON NOI.




ATTENZIONE: mi rivolgo a chi non ha ancora letto questo terzo e ultimo libro della trilogia o a chi sta aspettando che esca l'ultimo film: potrebbe esserci qualche spoiler nella recensione, non vorrei rovinarvi la sorpresa e svelarvi come finisce la saga, quindi continuate a leggere a vostro rischio ;)

Premesso questo, passiamo alla recensione.
Ancora una volta sarò banale ma mi è piaciuto tantissimissimo anche questo libro.
L'intera trilogia è perfetta! Appassionante, incredibile, sconvolgente e assolutamente coinvolgente.
Non capisco come a qualcuno non sia piaciuto Il canto della rivolta, è il finale perfetto per una serie perfetta! :)

Leggendo prendevano il sopravvento su di me emozioni contrastanti e incontrollabili, impossibile non venire risucchiati e coinvolti nella vicenda narrata.
Mi rendo conto che questa recensione sarà di sicuro lunga viste tutte le cose che vorrei scrivere... Ma non voglia sia anche confusionaria, quindi la dividerò in gruppi, temi, come preferite chiamarli ;)

• Guerra
Questo ultimo capitolo degli Hunger Games si svolge tra l'iper tecnologico e super nascosto Distretto 13 e la sfarzosa e ormai decadente Capitol City.
 Il Distretto 13, armato fino ai denti.

E la sfavillante Capitol City.

E' in questo libro che si percepisce finalmente quanta disparità ci sia tra Capitol City e tutti gli altri Distretti che la circondano: Il canto della rivolta è sostanzialmente il racconto della preparazione e della guerra tra le due fazioni, e leggendo si notano le differenze che caratterizzano i vari luoghi di Panem.
Capitol City si prepara alla guerra mostrando filmati di propaganda in cui appare un Peeta sempre più tirato, sconvolto e manipolato; il Distretto 13 risponde anch'esso con dei filmati pass-pro, ma lo stile è palesemente diverso, i ribelli si concentrano sul convincere il popolo di Panem ad unirsi a loro alla rivolta. Esibendo ovviamente una Katniss-Ghiandaia Imitatrice impeccabile e sempre più combattiva.
Mi è piaciuto molto che la Collins abbia voluto far capire le differenze tra il modo di pensare e di prepararsi alla guerra dei ribelli, e quindi della loro "capa" Coin e dello "stratega convertito" Plutarch, e tra quello del presidente Snow e la sua cerchia di strateghi.
C'è poca azione in questa prima parte del libro, in quanto ci si prepara appunto da entrambe le parti ad attaccare.
Quando ci si sposta sul campo di battaglia vero e proprio, quindi le strade di Capitol City, si viene coinvolti in questa guerra assurda, dove ancora una volta sono i cittadini comuni a pagarne la conseguenze più disastrose: non sono preparati a combattere e subiscono i danni causati dagli scontri con i ribelli.
Quello che mi ha colpita di più è stato leggere dell'indifferenza delle alte cerchie di Capitol City: innescavano baccelli come se si stesse "giocando" nelle Arene degli Hunger Games, senza tener conto che, oltre ai ribelli, sarebbero morti anche molti cittadini indifesi.
Gli sfollati che camminano sotto la neve, chi in pigiama chi pieno di cose salvate prima di lasciare casa, la bambina con il cappottino giallo che sconvolge tanto Katniss... E' tutto così reale, così coinvolgente che non si può fare a meno di leggere con il fiato sospeso.
La Collins non racconta di un mondo tanto lontano nel tempo e nella mentalità dal nostro, le guerre sono sempre uguali, che si combattano a Panem o in Medio Oriente.
Sembra quasi una guerra personale tra Snow e la Coin, se non fossero coinvolti anche Pacificatori, ibridi e ribelli.


Personaggi
Li amo. Tutti. Anche se ovviamente in modo diverso.
Katniss vive rintanata come tutti gli altri profughi e i ribelli nel labirintico e oscuro Distretto 13: la vita sottoterra le sta stretta, ovvio, e non perde occasione per uscire nei suoi amati boschi. In questa parte del libro mostra ancora una volta il suo spirito di lottatrice, ma si nota anche il suo lato sensibile: lei non è a favore della guerra, veder morire le persone la turba e la fa soffrire. Ma ha stretto un patto con la Coin, e se vuole rivedere Peeta deve impegnarsi ad essere la Ghiandaia Imitatrice.
Durante tutta la prima parte, in cui deve adempiere a questo ruolo, è la stessa ragazza testarda e combattiva che ha partecipato agli Hunger Games; quando invece viene salvato Peeta e scopre che è stato depistato, Katniss diventa più fragile, forse più "umana": sapere che ha un ricordo alterato di lei subito la abbatte, ma poi diventerà il modo per farla continuare a voler uccidere Snow e prendersi la sua rivincita.
Ormai sono così affezionata a tutti questi splendidi personaggi...
Che quando Prim muore, non ho potuto fare a meno di restare a bocca aperta e lasciarmi scappare una lacrimuccia. Lei non doveva morire, lei era buona...
E poi Gale, che qui forse non mi sta poi così antipatico perché cerca sempre di difendere Katniss ed è indubbiamente un ottimo soldato, ma non mi piace il fatto che sia così spregevole: la guerra gli fa perdere sensibilità, non ha problemi ad uccidere e ad inventare congegni mortali. Questo da come l'ho interpretato io ;)
Con Finnick invece le cose sono diverse: nella prima parte del libro mi ha fatto tantissima tenerezza, è perso nel suo mondo, annoda una fune per non impazzire e rinviene solo quando i ribelli gli riportano indietro la sua Annie. Il loro matrimonio mi ha fatta sorridere e non ho potuto fare a meno di non pensare anche a Mags... Quindi quando Finnick muore non avrei neanche bisogno di dirvi che ci sono rimasta malissimo :'(
La stessa cosa vale per Peeta; ok, sì, non muore ma leggere cosa gli ha fatto Snow è stato un tormento anche per me.  Durante tutto il libro speravo che si riprendesse per miracolo, e a un certo punto ho anche perso le speranze, visto quant'era messo male..
Ma Peeta ce la fa, torna la sua bontà, il suo spirito di sacrificio, il suo amore per Katniss...
Ecco, l'amore: quale finale migliore per loro due?? :)
Speravo tanto che la trilogia finisse così, che finalmente Katniss capisse che era di lui che aveva bisogno, non di Gale. Sapere che finalmente loro due sono tranquilli e insieme, che possono confortarsi e proteggersi in ogni momento mi ha fatto finire la trilogia con il cuore in pace. 

"Che quello di cui ho bisogno per sopravvivere non è il fuoco di Gale, acceso di odio e di rabbia. Ho abbastanza fuoco di mio. Quello di cui ho bisogno è il dente di leone che fiorisce a primavera. Il giallo brillante che significa rinascita anziché distruzione. La promessa di una vita che continua, per quanto gravi siano le perdite che abbiamo subito. Di una vita che può essere ancora bella. E solo Peeta è in grado di darmi questo." 

Vorrei dire qualcosa anche su Cressida, Messalla, Pollux, Boggs...ma scriverei troppissimo, quindi mi limito a dirvi che sono tutti personaggi che, nella loro semplicità, mi hanno colpita positivamente :)

Non mi voglio dilungare di più...
Insomma anche questa volta non posso fare altro che giudicare questo capitolo degli Hunger Games così:
Tutta la trilogia si merita un posto nel mio curicino di lettrice (film compresi) ♥

Ah, scusate, un ultima cosa, promesso ;)
Girovagando in internet in cerca di immagini da inserire nella recensione ho trovato anche una cartina di Panem, che mostra dove sono ipoteticamente sistemati i vari Distretti.
La pubblico anche qui, a me ha fatto piacere darle un'occhiata perché rende i luoghi molto più "concreti" :)
(Ce n'erano tante di cartine a dire la verità...io ho scelto questa)

Ok ragazzi, ho finito!
Come al solito, ditemi cosa ne pensate voi a proposito di questo libro!
Il canto della rivolta vi è piaciuto come gli altri libri? E il finale vi ha soddisfatti? Che voto dareste al'intera trilogia?
Un beso

2 commenti:

  1. Checché se ne dica, questo è stato il mio libro preferito della trilogia!

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    1. Anche il mio!! Non capisco proprio i commenti negativi...è bellissimo!!

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